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Etichette discografiche, contratti e manager

2020-10-16 20:54

Milly

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Etichette discografiche, contratti e manager

Una tendenza che sta coinvolgendo gli Stati Uniti, e la rimessa in commercio del vinile, lasciando dietro di se dischi di policarbonato trasparente, i

Una tendenza che sta coinvolgendo gli Stati Uniti, e la rimessa in commercio del vinile, lasciando dietro di se dischi di policarbonato trasparente, i CD. Vendite in calo del 20, 30% su base annua, considerando i costi elevati per la distribuzione, tanto che i listini non permettono di coprirne pienamente i costi. Un calo dovuto certamente all’era del digitale e all’inflazionato ormai streaming sul 2.0, e una richiesta sempre più in aumento per quanto riguarda le label discografiche, che per la vendita si affidano a promozioni affidandosi quindi agli Uffici Stampa. 
Sarà poi l’artista che si affiderà a un’agenzia di booking. Può succedere che la medesima etichetta discografica, svolga internamente il lavoro di promozione marketing e anche del booking date, ma solitamente per le label di un certo calibro, delega questi compiti a professionisti del settore e non se ne occupa direttamente. Quando un’etichetta decide di pubblicare un album il suo compito è quello di stampare i dischi, falli arrivare ai punti vendita utilizzando un distributore e promuovere il disco affidandosi ad un Ufficio Stampa. Quando i dischi si vendevano ancora le etichette discografiche si preoccupavano di tutte le spese da affrontare per la registrazione, la stampa e pubblicazione di un disco. Retribuivano lo studio di registrazione, pagavano le stampe, pagavano l’ufficio stampa, il distributore e agli artisti autori della musica prodotta facevano dei contratti in cui stabilivano la percentuale sui guadagni. 
Registrare un disco in tempi remoti, era un traguardo, oggi e un’inizio; solitamente un’etichetta preferisce lavorare con artisti che hanno già lavorato bene da soli auto producendosi e auto promuovendosi già qualche lavoro, qualche singolo oppure un disco, e capaci di aver creato un minimo di seguito intorno al proprio progetto. Succede anche che un’etichetta possa produrre un’opera prima ma sempre di gente che un minimo abbia fatto parlare di se.gli introiti dalla vendita della musica si sono drasticamente ridotti e chi ne fa maggiormente le spese sono le produzioni indipendenti. 
Il lavoro di un’etichetta indipendente è prevalentemente quello di aiutare un artista con contatti e strategie efficaci che possano far aumentare le vendite  sul progetto e interazioni tra il pubblico e l’artista, affidandosi sempre e comunque a uffici stampa e servizi di marketing adeguati nonché di fiducia. L’artista spesso arriva ad una label, proponendo il suo disco pronto e registrato e l’etichetta decide se lavorare a quel progetto o no. In caso la richiesta sia di interesse, la label stabilirà insieme all’artista quale ufficio stampa scegliere, se affidare i brani a un editore, come e dove distribuire il disco e a quale booking "amica" affidare l’artista, agente di promozione marketing, ufficio e incaricati alla promozione video. Molto spesso si ragiona in termini di - prestiti -. Se l’etichetta pagherà l’Ufficio Stampa o pagherà la stampa dei CD, allora tutte le prime vendite del disco andranno a ricoprire i costi. Una volta recuperato tutto quello che è stato speso si inizierà ad andare a guadagno dividendo le entrate tra label e artista secondo le percentuali espresse nel contratto. 
Ma prestare molta attenzione a label e label, negli ultimi anni si sono adoperate anche etichette che non hanno nulla a che fare con requisiti standardizzati su un regolamento preciso. Tenere lontano sempre chi chiede subito soldi e da chi vuole subito percentuali sulle date. Per questo ci si può affidare a manager/agenti. 
La percentuale è quella che viene concordata, ma varia proporzionalmente al successo dell’artista: da un 5% per artisti di grande fama ad un 40% per artisti esordienti, percentuali decrescenti in funzione della celebrità. Un’altra formula manageriale è quella di associarsi al manager e quindi prevedere una sua partecipazione come se fosse un componente del medesimo gruppo artistico; in tale caso la percentuale ruoterà intorno al 50%.
L’agente booking, prende invece tra il 15% e il 20% del cachet, munendosi sempre da parte dell’artista di un rendiconto, e lo stesso artista provvedere al pagamento del manager; se tuttavia avete delegato quest’ultimo a incassare in nome e per conto vostro, l’obbligo del rendiconto ricadrà invece sul manager, ma prestate sempre molta attenzione a finti manager o agenti navigati in realtà che non appartengono se non per la fame di soldi, dove l’inganno e premeditato dal principio. Affidatevi a label, uffici stampa, manager e professionisti di professione. 

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